L’era delle esperienze: come cambiare l’offerta

Alpissima

“Stiamo vivendo una trasformazione del turismo e del modo di viaggiare, che si evolve ed espande oltre ogni confine. Il turista dell’era post-pandemica riscoprirà il valore del viaggio come occasione per uscire dalla propria comfort zone, per ripristinare le energie godendo della tranquillità di spazi aperti e del contatto con le cose semplici”. Parte da questa considerazione l’analisi di Giacomo Pini, ceo di GpStudios, nella rubrica Hotel Hub su Turismo d’Italia di dicembre.

“In questo contesto – prosegue l’esperto – diventano protagoniste le realtà della filiera del turismo, ognuna con la propria parte, ma tutte unite per creare un network capace di proporre prodotti sempre più personalizzati, in linea con le nuove preferenze e abitudini della clientela. L’obiettivo, quindi, è regalare a ciascun ospite un’esperienza unitaria e di ampio respiro, che potrà soddisfare il desiderio di scoperta e sorpresa”.

Entrando nel concreto, Pini osserva come, oggi più che mai, le risorse economiche a disposizione delle strutture ricettive italiane debbano essere centellinate e ottimizzate per ottenere quanto più possibile dal loro utilizzo e per aumentare la marginalità. “Per fare questo – dice – ci sono tantissime strategie da mettere in atto”, così come esistono “tantissimi indicatori economico-finanziari da tenere sotto controllo, per assicurarne la sopravvivenza in tempi di crisi e la flessibilità necessaria a fronte di importanti cambiamenti”.

Ma sono cinque, in particolare, “le parole chiave in grado di tracciare una strada sicura e una base solida verso il successo di una struttura ricettiva anche in tempi difficili, in cui tutto cambia – racconta il ceo di GpStudios -: marginalità, efficienza, visione, flessibilità e pianificazione”.

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