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La grande tentazione del benessere

Casale del Principe 03

Un business in salute, confermato dalle cifre del Global Wellness Institute, secondo cui, con un fatturato totale di 11,6 miliardi di euro, l’Italia si piazza al decimo posto nella top ten mondiale dei Paesi più attivi del mondo nel turismo del benessere e al 12esimo posto per crescita del numero di viaggi wellness: 13,1 milioni nel 2017, in crescita di 2,7 milioni rispetto al 2015. Numeri ancora più lusinghieri se si considera solo il comparto delle spa, settore nel quale l’Italia, con quasi 4mila centri, è il sesto mercato al mondo con un fatturato che nel 2017 ha toccato i 2,8 miliardi di euro.

Non stupisce, quindi, che molti albergatori si lancino in questa sfida ambiziosa. Lo sa bene Simone Micheli, designer alla guida dello studio Architectural Hero di Firenze: “Lo spazio dedicato al wellness sta acquisendo maggiore importanza anche nel settore hôtellerie. Spazi dai contenuti in grado di trasformare l’esperienza dell’ospite in un ricordo attivo, ma anche sostenibili dal punto di vista economico e ambientale”.

Se le spa sono ormai diventate vetrine dove si misurano la genialità e l’estro creativo delle archistar, non bisogna dimenticare che sono anche sistemi complessi che, per trasformarsi in fonti di reddito, devono raggiungere un equilibrio tra costi e benefici. “In generale c’è ancora un approccio semplicistico nella progettazione di ambienti wellness – afferma Alberto Apostoli, designer di impronta green -. Molti albergatori vedono la spa come un male necessario, piuttosto che come un’opportunità di business. In fase di progettazione, poi, ci si sofferma a lungo su aspetti estetici, materiali e finiture, invece di concentrarsi su problematiche che possono pregiudicare la redditività dell’operazione”.

Che la sfida di garantire il benessere in hotel non possa certo essere colta con superficialità lo sostiene anche Stefano Pediconi, altra firma nota nel mondo alberghiero: “La risposta dei centri wellness deve sempre essere calibrata sulle esigenze degli ospiti. Diversi devono essere gli approcci a seconda si tratti di una struttura frequentata prevalentemente da clientela business o leisure. Inoltre, il concetto di benessere non deve più essere confinato a un’unica area, ma deve pervadere tutti gli spazi dell’accoglienza, arrivando a permeare anche le singole camere”.

Sempre più si sta affermando un nuovo modo di guardare al benessere, non più inteso soltanto come il relax delle grandi spa, ma anche degli spazi privati da vivere in modalità più intima e riservata. “Riuscire a portare nella camera d’albergo l’atmosfera della spa è un tema davvero attuale – riflette Silvia Giannini, architetto di Wellness 7.0 –. È sempre più forte la richiesta di avere camere dotate di vasche di coppia, saune o bagni di vapore da vivere in libertà”.

Lo speciale Rassegna Wellness nella versione integrale è su Turismo d’Italia di dicembre