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Mercato del lavoro nel turismo: i nuovi dati del Rapporto 2021

copertina osservatorio

Federalberghi, in collaborazione con Fipe e con l’Ebnt – Ente bilaterale nazionale del turismo, ha curato la realizzazione del 14esimo Rapporto sul mercato del lavoro nel turismo. La pubblicazione è il risultato dell’analisi dei dati relativi al 2021 contenuti negli archivi sul lavoro dipendente dell’Inps.

L’Osservatorio è articolato in cinque comparti: servizi ricettivi (alberghi e campeggi); pubblici esercizi (bar, ristoranti, mense, discoteche e stabilimenti balneari); intermediazione (agenzie di viaggi); stabilimenti termali; parchi divertimento.

Il report si compone di tre capitoli finalizzati a dare una rappresentazione completa del settore secondo tre dimensioni: nazionale, di comparto e territoriale. Le variabili considerate sono: aziende con lavoratori dipendenti, lavoratori dipendenti per categoria, tipologia contrattuale, classe di età e genere, retribuzioni.

Vengono, inoltre, riportati i dati regionali sul numero dei dipendenti e sul numero delle aziende per tipologia di attività.

Il quadro generale che emerge dall’Osservatorio sul mercato del lavoro nel turismo sul 2021 evidenzia che l’area dei servizi ha rappresentato oltre il 73% dell’occupazione del Paese. Commercio e turismo hanno occupato più lavoratori dell’intera industria manifatturiera (5.107 vs 4.252).

Lo scorso anno il settore turismo – alberghi, campeggi, bar, ristoranti, stabilimenti balneari e termali, discoteche, agenzie di viaggi e parchi divertimento – ha risentito delle restrizioni imposte a seguito della pandemia. In media d’anno ha contato 1.030.116 lavoratori dipendenti e 173.414 aziende con almeno un dipendente. Il valore minimo di aziende (122.611) e dipendenti (625.525) si è registrato nel mese di febbraio, il valore massimo nel mese di agosto (207.510 aziende e 1.391.222 lavoratori).

Il turismo – come osserva la ricerca – può contare su una forza lavoro sostanzialmente giovane. Circa il 58% dei dipendenti ha meno 40 anni e il 35,25% meno di 30. Gli ultrasessantenni sono circa il 4% del totale dei dipendenti. Non è trascurabile la presenza di lavoratori appartenenti alle fasce di età intermedie: il 20,86% dei dipendenti ha un’età compresa tra 40 e 50 anni. Il lavoro nel turismo è in prevalenza femminile. I lavoratori di sesso maschile rappresentano il 47,3% dei dipendenti. Il comparto che attrae maggiormente il lavoro femminile è quello dell’intermediazione, con una quota sul totale del 71,3%. Anche negli stabilimenti termali è forte la componente di lavoro femminile: 62,5%. Negli alberghi e nei pubblici esercizi (bar, ristoranti, stabilimenti balneari ecc.) il ruolo delle donne è fondamentale considerando che esse rappresentano oltre il 50% del lavoro dipendente.

Nel corso del 2021 nel settore turismo si sono registrati in media 410.197 rapporti di lavoro a tempo determinato, pari al 39,8% del totale. Di questi, 171.183 rapporti sono riconducibili alla stagionalità (il 16,6% del totale dei rapporti di lavoro) e 239.014 (22,9% dei rapporti di lavoro) ad altre tipologie. Nel turismo il 23,9% dei lavoratori dipendenti è straniero. Si tratta di 246.467 lavoratori in media d’anno, e il numero di stranieri oscilla tra un minimo di 141.354 del mese di febbraio a un massimo di 335.789 del mese di agosto.

Lo studio può essere scaricato dal sito web di Federalberghi nella sezione ‘Rapporti e indagini’