Ponte 8 dicembre: 12 milioni di italiani in viaggio. Montagna e città d’arte prime mete

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Ricomincia a prenotare con largo anticipo, sceglie rigorosamente di viaggiare in Italia e nella maggioranza dei casi nella propria regione, è parsimonioso nello shopping e ha come priorità nella motivazione della propria vacanza il relax, la buona compagnia, le visite nei patrimoni naturali e paesaggistici e nelle città d’arte del Belpaese.  Ecco la fotografia dell’italiano tipo per i viaggi del Ponte dell’8 dicembre: 12 milioni e 183mila i concittadini  in movimento in queste festività, secondo l’indagine di Federalberghi, realizzata con il supporto tecnico dell’Istituto Acs Marketing Solutions. 

“Grazie a un calendario favorevole, con la festività dell’8 dicembre nella giornata di giovedì, molti italiani possono concedersi una meritata vacanza – ha commentato Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi -. Ma il ponte dell’Immacolata è importante per tutta la comunità, perché genera un contributo importante per lo sviluppo del Pil e dell’occupazione. Non saremo altrettanto fortunati invece in occasione delle festività natalizie: sia il 25 dicembre che il 1° gennaio 2023 infatti, coincidono con la domenica. Da questo punto di vista, seppure soddisfatti della performance di questo ponte lungo, siamo prudenti nel cantar vittoria, in attesa di verificare che cosa accadrà in occasione del Natale”. 

Gli elementi di maggior effetto sottolineati da Bocca hanno a che fare con un nuovo atteggiamento dell’italiano che viaggia. Alla tendenza già consolidata di restare nel proprio Paese si aggiunge la rinnovata curiosità di imparare a conoscere fino in fondo il proprio territorio: dai parchi ai borghi, alle tradizioni enogastronomiche, ogni cosa è importante per consolidare la propria conoscenza di luoghi che si sono avuti sempre a portata di mano, ma che, con l’esperienza della pandemia, sembrano diventati più interessanti.

“Si evidenzia inoltre un ritorno all’antico – aggiunge il presidente di Federalberghi -: a giudicare dai dati, gli italiani hanno ricominciato a prenotare con un certo anticipo, strutturandosi in modo molto più solido prima di affrontare una vacanza e dimostrando maggiore determinazione nella realizzazione del viaggio.  Certo, ancora una volta abbiamo dovuto guardare in faccia la realtà, e cioè che la stragrande maggioranza delle scelte sono state fortemente condizionate dal proseguire del conflitto in Ucraina e dai conseguenti e drammatici rincari energetici che stiamo tutti vivendo sulla nostra pelle. Si tratta di una criticità che grava enormemente sul sistema turistico ricettivo e richiede soluzioni tempestive per il bene di tutto il Paese”.