Assemblea Federalberghi a Parma. Bocca: “Andiamo incontro alla stagione più importante con ottimismo”

Assemblea Federalberghi Parma

“Siamo tornati insieme, felicemente in presenza. Rimetteremo a fuoco i nostri obiettivi dopo essere stati letteralmente travolti da due anni di pandemia e trovandoci di fronte oggi a una nuova colossale sfida quale è il conflitto in Ucraina. Ma è certo che per ricominciare a sentirsi forti abbiamo bisogno di essere accompagnati ancora per un po’ e supportati al massimo dai nostri governanti con ogni strumento utile. Le nostre priorità sono la diminuzione della pressione fiscale, il sostegno agli investimenti, il contrasto all’abusivismo dilagante in tema di locazioni brevi”. Scalda così la platea Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, di fronte ai circa 300 albergatori italiani che si sono dati appuntamento a Parma per la 72a Assemblea Generale della federazione.

“Il nostro comparto è fertile – ha proseguito Bocca -, ma va coltivato costantemente. Non può essere considerato importante solo quando va bene, perché, per andare bene, devono esserci condizioni di stabilità garantite. Tutti siamo investiti dai pesantissimi rincari del costo dell’energia, e vale la pena sottolineare che le nostre sono aziende energivore. Se vogliamo misurare in prospettiva gli effetti di questa situazione di grave emergenza, le impennate del caro energia, dovute anche alle conseguenze del conflitto, hanno letteralmente triplicato i costi. C’è da auspicare davvero che arrivino aiuti sempre più incisivi per uscire da questo guado”.

Ma il presidente di Federalberghi non esita a lanciare la sua esortazione agli associati per guardare all’immediato futuro: “Non vogliamo rinunciare al nostro ottimismo – ha affermato -. Senza lasciarci trascinare da alcuna deriva, andiamo incontro alla stagione più importante dell’anno contando sulla voglia degli italiani di tornare a viaggiare, voglia che abbiamo già constatato vedendo i risultati del movimento turistico interno a Pasqua e durante il ponte primaverile del 25 aprile. E contiamo anche sulla bellezza dei nostri territori e sulla ripresa del turismo straniero che si profila grazie all’allentamento delle restrizioni che erano dettate dalla necessità sanitaria”.

“C’è tanta voglia di Italia tra i turisti del mondo”, ha poi sottolineato Roberta Garibaldi, a.d. dell’Enit, mentre il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, ha affermato che, “dai primi dati notiamo che su aprile, maggio e giugno l’Italia ha un tasso di riempimento delle strutture ricettive di 10 punti superiore alla Spagna, nostro tradizionale competitor. E questa è un’ottima notizia. Non si vedeva da anni. C’è un rimbalzo, ma dobbiamo renderlo strutturale”.

Nel corso della tavola rotonda ‘Enogastronomia e Turismo testimonial del brand Italia – Dai territori ai prodotti una rete per raccontare l’eccellenza’ è stato affrontato il tema della ristorazione in hotel come valore aggiunto, potente in termini di comunicazione riguardo i territori e l’eccellenza dei prodotti, da offrire sulla tavola ai viaggiatori che scelgono di soggiornare in albergo.

“Se c’è un settore di fronte a cui si richiede un aggiornamento continuo è proprio quello del food and beverage, soprattutto nel campo della ricettività – ha detto Bocca -. Abbiamo chef in Italia che sono dei numeri uno, che con la loro cucina e la loro creatività sostengono indirettamente il turismo italiano arrivando a fare destinazione. Strutturare al meglio tutto questo per il nostro turismo sarà come lavorare l’oro”.

“La forza attrattiva del turismo enogastronomico è andata rafforzandosi, soprattutto grazie all’immagine consolidata di eccellenze nell’arte culinaria e alla pluralità di risorse ed attrazioni diffuse, sia nelle città principali che in quelle minori – ha aggiunto Garibaldi -. Questa crescita di interesse dei viaggiatori italiani e stranieri genera nuove opportunità anche per il settore alberghiero, favorisce lo sviluppo di circuiti virtuosi, creando ad esempio nuove connessioni con i produttori, ristoratori e comunità locali”.

Per lo chef stellato di fama internazionale, Carlo Cracco, intervenuto alla tavola rotonda della 72a Assemblea Federalberghi, “il brand Italia si esporta nel mondo anche grazie all’eccellenza dei prodotti che il nostro Paese possiede in misura infinita. Ho sempre sostenuto che fare rete nel comparto dell’enogastronomia significa diventare più forti. Facendo sistema e collegandosi ai vari organismi preposti si può rendere la nostra qualità enogastronomica e il nostro sapere elementi sempre più forti di attrattività anche per il turismo straniero”. Negli ultimi tempi, ha quindi aggiunto Cracco, “si è notata una carenza di forza lavoro sia in sala che in cucina, forse anche una disaffezione a questo lavoro, a cui bisogna rispondere mettendo al centro di tutto la formazione. È da qui che dobbiamo ripartire, investendo sulle scuole, sull’insegnamento e sulla preparazione professionale dei ragazzi, cercando di dare loro una possibilità di crescita e nuovi sbocchi professionali”.