Rischio restrizioni, gli appelli degli stakeholder. Hotrec: “Le imprese lottano per sopravvivere”

UE turisti

A fronte degli ultimi sviluppi epidemiologici in Europa e con l’approssimarsi delle festività natalizie, gli stakeholder del comparto viaggi e turismo stanno esortando gli Stati dell’Ue ad allineare e coordinare le restrizioni di viaggio e le policy in materia di salute e spostamenti, al fine di evitare di imporre nuovamente restrizioni alla libertà di movimento. In questa situazione, Hotrec si è unita alla richiesta, spiegando che la reintroduzione dei vincoli alla circolazione transfrontaliera non sarebbe una soluzione praticabile e potrebbe danneggiare ulteriormente un già fragile settore.

“Molte imprese, soprattutto pmi e microimprese, stanno ancora lottando per sopravvivere – ha sottolineato Marie Audren, direttrice generale di Hotrec -. Favorire un approccio coordinato basato sul rischio nelle regole e restrizioni di viaggio e garantire un accesso equo e tempestivo alle dosi di richiamo del vaccino sarà l’unico modo per garantire una tanto necessaria stabilità”.

Secondo l’associazione paneuropea, di cui Federalberghi è tra i soci fondatori, se le restrizioni dovessero rimanere bloccate anche per gran parte del prossimo anno, potrebbero verificarsi perdite fino a 143,7 miliardi di euro per l’economia.

“Le campagne vaccinali in tutta l’Ue sono tra le migliori al mondo – osserva Hotrec – e le imprese turistiche hanno anche sviluppato e implementato solidi protocolli di salute e sicurezza che assicurano che il viaggio possa avvenire in circostanze sicure. Questi investimenti non dovrebbero andare persi”.

In questo contesto, gli stakeholder hanno tracciato una serie di suggerimenti per il futuro:

-I paesi dell’Unione europea dovrebbero orientarsi verso un approccio basato sul rischio individuale, piuttosto che l’approccio da Paese a Paese, come quello  attuale e garantire la libertà di movimento a coloro che possono dimostrare di rappresentare un rischio molto limitato.

-Gli Stati membri dovrebbero adottare e attuare con urgenza un approccio comune e pienamente allineato sull’ammissibilità e sulla tempistica delle dosi di richiamo per estendere la validità della vaccinazione e garantire, inoltre, che ciò sia pienamente riflesso e collegato all’uso continuato del certificato digitale verde.

-Migliorare la digitalizzazione delle procedure di verifica, poiché i controlli manuali su Dcc e Plf, da parte del personale addetto ai trasporti, continuano a causare complessità e lunghe code negli aeroporti e nei porti. Chiediamo quindi ai governi nazionali di supportare la digitalizzazione del processo di verifica fornendo un semplice messaggio “okay to travel”, come parte del processo di check-in online.

-Infine, i test antigenici dovrebbero essere sistematicamente accettati come alternativa ai Pcr, più lenti e costosi.