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Federalberghi Roma: “Il Mice riparte, ma con numeri bassi”

Roscioli sala-lucrezia

Il turismo Mice della Capitale sta rialzando la testa. Anche se di dimensioni ridotte, gli alberghi cominciano di nuovo a ospitare eventi e riunioni aziendali. “Il settore – conferma Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma e vicepresidente Federalberghi nazionale – è ripartito, ma si muove ancora su numeriche molto piccole. Parliamo per lo più di riunioni di 10-20 persone, solo in rari casi raggiungiamo i 45-50 partecipanti”.

Anche le strutture ricettive hanno dovuto imparare a sfruttare le potenzialità del virtuale. “La formula prevalente è ormai quella degli eventi ibridi – sottolinea Roscioli -: poche persone in presenza e altre collegate in remoto. Una modalità che veniva utilizzata anche prima della pandemia, ma in casi eccezionali. Oggi, invece, è diventata la regola, e per questo gli strumenti per le videoconferenze sono ormai obbligatori per tutti gli alberghi che si confrontano con questo tipo di domanda”.

Se da una parte l’obbligo del Green pass sta incoraggiando la ripresa, dall’altra ha comportato oneri aggiuntivi per la struttura. “Quando si organizza un evento dobbiamo prevedere sempre una figura in più, che verifica la validità del pass. A volte siamo noi albergatori a fornirla, altre volte è l’organizzatore”, precisa il presidente di Federalberghi Roma.

La normalità è tuttavia ancora lontana: “Su 1200 strutture presenti in città, circa 500 sono ancora chiuse – fa sapere Roscioli -. È vero che ci sono segnali di ripresa, ma mancano americani, cinesi e russi, i top spender che non possono essere compensati”.

(A.D.A.)