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Datatur settembre 2021: i duri effetti della pandemia su incoming e alberghi

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L’undicesima edizione di “Datatur – Trend e statistiche sull’economia del turismo”, realizzata da Federalberghi e dall’Ebnt, con il supporto tecnico scientifico di Incipit Consulting,  illustra le dinamiche dell’economia turistica, con particolare attenzione a quelle del comparto alberghiero, descrivendone, in modo semplice e sintetico, i principali indicatori.

L’edizione settembre 2021 delinea un quadro ancora molto critico per l’Italia e il resto del mondo, segnato dall’emergenza per la pandemia di Covid-19 che ha colpito il nostro Paese più duramente di altri e che ha avuto e sta tuttora avendo conseguenze pesanti sul sistema economico italiano, in particolar modo sul turismo. Lo scenario globale evidenzia come l’esplosione del Covid-19 e le conseguenti misure di contenimento per contrastarne la diffusione abbiano causato la peggiore recessione dai tempi della Grande Depressione, superando quella verificatasi durante la crisi finanziaria globale di un decennio fa. Secondo i dati del Fmi, nel 2020 il Pil mondiale è calato del 3,3%, e, all’interno di questo contesto internazionale, l’Italia ha subito una contrazione del Pil dell’8,9%. La crisi pandemica ha prodotto e sta ancora producendo effetti devastanti soprattutto per l’economia del turismo che, come nessun’altra attività economica, si basa sull’interazione tra le persone: le restrizioni ai viaggi hanno fatto sì che il 2020 sia stato il “peggiore anno nella storia del turismo mondiale”, come sottolineato dall’Unwto. In Italia i dati del 2020 evidenziano i contraccolpi della pandemia sul turismo incoming in particolare, maggiormente penalizzato dai freni posti agli spostamenti internazionali.

Nel comparto alberghiero italiano – come rileva Datatur -, caratterizzato da strutture di piccola e media dimensione, più vulnerabili agli shock della domanda, le conseguenze della pandemia sono state e sono tuttora durissime. Nel 2020 gli alberghi del Paese hanno registrato una contrazione delle presenze totali del 56,1%, risultante da un calo del 39% di quelle della clientela italiana e del 73,2% di quelle della clientela straniera.

Le ripercussioni del Covid-19 sono state pesanti anche sulla bilancia turistica del nostro Paese. L’indagine sul turismo internazionale dell’Italia realizzata dalla Banca d’Italia ha rilevato come le spese dei viaggiatori stranieri, cresciute nel 2018 e nel 2019 intorno al 6%, abbiano registrato nel 2020 una contrazione del 60,9%.

La contrazione dei flussi nel comparto alberghiero ha determinato performance negative degli alberghi delle principali località turistiche della Penisola, con forti cali sia sul fronte dell’occupazione delle camere e delle tariffe, sia su quello della redditività.