Garda Veneto: agosto risolleva l’occupazione. Il ritorno degli stranieri sul Lago

Garda Veneto

Regna una certa soddisfazione tra gli albergatori del Garda Veneto per l’andamento della stagione estiva, soprattutto per il periodo di Ferragosto. Secondo le proiezioni elaborate da HBenchmark, il trend di occupazione delle strutture risulta positivo. Scontati gli effetti della pandemia in atto su maggio e per i primi 10 giorni di giugno, la percentuale di occupazione si è poi stabilizzata, e da metà luglio, limitatamente ai fine settimana, è stato raggiunto anche il tutto esaurito, mentre le prenotazioni di agosto stanno confermando le aspettative.

Giugno si è pertanto chiuso con un’occupazione del 63%, contro l’81% del 2019 e il 18% del 2020; luglio è terminato con una occupazione media del 82%, uguale al 2019 e superiore al 53% del 2020. Agosto, al momento attuale, rispecchia le previsioni e si allinea ai dati positivi del 2019 e del 2020.

Inoltre, il mercato straniero tipico del Garda Veneto è ritornato sul Lago, con percentuali importanti di arrivi, presenze e pernottamenti: dalla Germania 61%, dall’Austria 8%, dai Paesi Bassi 3,5%, dalla Svizzera 3,2% e dal Belgio 2,3%. Il mercato italiano pesa, invece, meno del 15%.

L’analisi dell’occupazione per classifica mette poi in luce che le strutture a 2 stelle hanno registrato un tasso di occupazione inferiore rispetto alle altre classificazioni, a vantaggio dei 3 e 4 stelle.

Il presidente di Federalberghi Garda Veneto resta tuttavia cauto: “Confermo che stiamo vivendo, dal punto di vista professionale, un bel mese di agosto, ma un mese da solo non può risollevare tutta la stagione turistica – commenta Ivan De Beni -. Nonostante la stagione 2021 sia iniziata un mese prima rispetto a quella del 2020, abbiamo perso completamente le festività pasquali e le prime settimane di maggio, periodo per noi molto proficuo. Abbiamo fatto poi un discreto luglio, un buon agosto, ma i mesi futuri sono del tutto incerti e questo comporterà anche il problema della gestione del personale. Al momento è, comunque, impossibile stabilire il trend dei prossimi mesi, visto che sono legati all’evolvere della diffusione pandemica e alle relative decisioni che saranno prese dal Governo. Ho avuto modo di confrontarmi con i colleghi delle varie aree del territorio e i ragionamenti collimano: se riuscissimo a chiudere la stagione turistica con un 20% in più rispetto al 2020 (che ha chiuso con una occupazione del 55%) potremmo ritenerci soddisfatti. Soltanto a fine stagione, però, saremo in grado di fare una valutazione obiettiva, che spero possa essere positiva”.