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Intervista TTG a Bernabò Bocca: “Noi siamo pronti. Servono certezze”

Bocca Federalberghi

Pronto a ricoprire il ruolo di presidente degli albergatori italiani ancora per qualche tempo – “Se lo vogliono i miei, lo vorrò anche io” dice in vista dell’assemblea elettiva di maggio – Bernabò Bocca racconta la lunga battaglia degli albergatori in questo anno di pandemia e le vie d’uscita.

Nell’intervista a TTG Italia il presidente di Federalberghi parla innanzitutto dello stato di salute del comparto. “I nostri alberghi sono allo stremo e, con essi, tutto il capitale umano che vi ruota attorno. Diciamo che è come se ci si sentisse spazzati via da un’onda anomala che non ha controllo. Molti stanno resistendo. Mi creda, non c’è albergatore che voglia mollare. È proprio nel nostro dna. Altro è se si viene costretti a farlo… Di sicuro la luce in fondo al tunnel si può intravedere solamente con le riaperture”.

Sulla data del 2 giugno fissata per la ripartenza, Bocca resta cauto: “Nel momento in cui avremo la consapevolezza di date certe, allora sarà possibile fare una sana programmazione. E per questo noi siamo già pronti. A oggi, abbiamo perso un anno. Oggi non è più importante che si faccia subito tutto, ma piuttosto che si stabilisca con certezza il giorno delle riaperture”.

Punti forti delle battaglie Federalberghi – ristori, sostegni, fondo perduto, supporto per gli affitti – sono e restano all’ordine del giorno… “Credo non possa esservi ristoro in grado di sanare fino in fondo la voragine che si è creata nelle nostre imprese – afferma il presidente -. È molto difficile far capire quanto siano onerosi i costi per un’impresa ricettiva. Ciò che per un esercizio normale può sembrare sufficiente, per un albergo rappresenta una parte minimale dei costi”.

Leggi l’intervista integrale su TTG Digital Edition