IHA: per Booking.com una sconfitta dinanzi alla Corte di giustizia europea

ECJ

“Un hotel che utilizza la piattaforma Booking.com può, in linea di principio, intentare un’azione contro la Ota dinanzi a un tribunale dello Stato membro in cui è situato tale hotel, per porre fine a un possibile abuso di posizione dominante”. È il fulcro della sentenza della Corte di giustizia europea, che sancisce che gli hotel possono difendersi davanti ai tribunali nazionali contro l’abuso di potere da parte della piattaforma online di prenotazione, ma in cui si afferma anche che “se le pratiche oggetto di denuncia sono attuate nell’ambito di un rapporto contrattuale, ad esse si applica la regola della competenza speciale in materia di illecito civile prevista da Bruxelles”.

Quanto stabilito dalla Ecj apre nuovi orizzonti di diritto per l’intero settore alberghiero europeo e mette la parola fine a una controversia nata in Germania. L’Associazione alberghiera tedesca (Iha), infatti, aveva precedentemente coinvolto la Corte di giustizia europea per chiarire se un hotel tedesco può difendersi da comportamenti di mercato abusivi da parte di Booking.com dinanzi a un tribunale in Germania o se deve presentare un reclamo a quello di Amsterdam, sede della Ota. “Questa decisione dei più alti giudici dell’Unione europea è un successo di enorme importanza per noi nella lotta di ‘Davide contro Golia’ – ha affermato Otto Lindner, presidente della German Hotel Association -. Partiamo dal presupposto che la riduzione degli ostacoli per le azioni legali possa portare a una diversa disciplina nel comportamento di mercato del potente portale di prenotazione”.

“Siamo lieti che la sentenza odierna della Corte di giustizia europea garantisca la certezza del diritto, fondamentale in tempi di internazionalizzazione e digitalizzazione – ha commentato Markus Luthe, ceo della German Hotel Association -. Perché fa una differenza sostanziale se Davide contro Golia deve difendersi da comportamenti illegali con avvocati olandesi in una lingua straniera e in un quadro giuridico sconosciuto ad Amsterdam, o se ogni hotel in Germania può intraprendere un’azione legale davanti al tribunale regionale competente per la sua sede”.

Il tutto risale alla denuncia dell’Hotel Wikingerhof di Kropp (nello Schleswig-Holstein), sostenuta dalla Iha e pendente dal 2015, contro il comportamento abusivo di Booking.com. Nello specifico, l’hotel lamentava una campagna di sconti condotta dalla Ota senza esserne messo a conoscenza e senza il suo consenso. Il 27 gennaio 2017, il tribunale regionale di Kiel aveva respinto la rivendicazione del Wikingerhof per motivi di non competenza internazionale del tribunale e difendo Amsterdam, sede di Booking.com, come foro competente. L’appello avverso era stato respinto dal tribunale supremo dello Schleswig il 12 ottobre 2017 non attribuendo al caso alcuna importanza fondamentale. Ma il ricorso dell’hotel contro questa decisione dinanzi alla Corte suprema federale di Karlsruhe aveva avuto esito positivo il 17 luglio 2018, sino ad arrivare sui banchi della Corte di giustizia europea.

Foto credits: Court of Justice of the European Union