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Roma, la via dell’Albergo Etico

Foto 2 Albergo Etico

Un luogo di lavoro, semplicemente. Dove ognuno ha il suo ruolo e ha la possibilità di esprimere il proprio talento senza temere di dover essere considerato “diverso”. È un Albergo Etico, no profit. Il primo a Roma, e lo ha creato un albergatore nonché ingegnere illuminato, Antonio Pelosi. Tutto si compie in assoluta armonia in una palazzina liberty nel cuore della Capitale, a due passi da Piazza del Popolo. Lo stabile era originariamente un convento di suore. Oggi in quegli ambienti, ristrutturati seguendo i dettami del più moderno design, circola un’aria di grande serenità. In particolare la sala colazioni con un ampio bancone bar, riporta la mente e lo sguardo ai quadri di Edward Hopper, il pittore statunitense che ha raccontato il realismo americano.

In questa struttura lavorano esclusivamente ragazzi con diversi tipi di disabilità. È nel dna dell’hotel avere come riferimento per le risorse umane proprio chi, apparentemente, non è come gli altri. Ed è qui che si assiste a risultati professionali sorprendenti.

“Piuttosto che con persone diverse, direi che qui lavoriamo con persone speciali – racconta Pelosi –. Si tratta di ragazzi che, malgrado le loro difficoltà, hanno comunque una propria inclinazione, e noi cerchiamo di dare loro l’opportunità di coltivarla. Bisogna smettere di pensare che ci sia chi sa far tutto e chi niente, perché ognuno ha un suo talento, Bisogna individuarlo e poi mettere queste persone in grado di sfruttarlo al massimo”.

L’Albergo Etico è stato aperto nel luglio del 2018, e sta andando quasi completamente a regime. “Sarei felice che alla fine di questa esperienza i nostri ragazzi venissero presi in considerazione nel mondo lavorativo – aggiunge Pelosi –. Dopo questa sorta di tirocinio in cui vengono costantemente affiancate da professionisti del settore, queste persone dovrebbero aver acquisito l’esperienza necessaria per operare in una sfera professionale al pari di tutti gli altri. C’è chi è più portato per il ricevimento, chi per le pulizie chi per il bar o l’accoglienza. Per noi è importante verificare se siamo riusciti a formare dei professionisti che possano essere presi in considerazione nel settore ricettivo. Ci terremmo a essere considerati un progetto pilota che attivi una sorta di circuito virtuoso e contagi altri albergatori nel voler intraprendere un’esperienza come questa. Del resto io per primo ho pensato da imprenditore e ho fatto benchmarking. Quando ho messo a fuoco il mio obiettivo mi sono guardato intorno e ho scoperto che quello che stavo sognando esisteva già: era il primo Albergo Etico di Asti. Si è creato così un confronto fruttuoso che mi ha portato a confermare la mia direzione e anche ad ampliare i miei orizzonti”.

Bisogna avere la visione, o l’idea della prospettiva per poter pensare ad un hotel senza scopo di lucro che sostenga il lavoro di persone con diverse forme di disabilità. Il segreto è stato convertire un evento traumatico in qualcosa di costruttivo: Pelosi ha trasformato la sua vita dopo aver subito un grave incidente che lo ha costretto a lunghe cure per la riabilitazione, sperimentato le difficoltà di chi genericamente viene definito diversamente abile. “Vivere in prima persona un’esperienza drammatica fa guardare le cose da un’altra angolazione, dà il via a una sorta di rivoluzione interiore – racconta –. Negli anni della riabilitazione mi è sembrato di dover reinventare la mia vita. Nel giro di poco tempo ho capito quanto potenziale ci fosse nel mondo della disabilità, e piano piano ho realizzato ciò che avevo in mente”.

Come si fa a gestire una struttura senza scopo di lucro? “Paradossalmente tutto scorre. Al momento stiamo appena rientrando con i costi, ma se riusciremo a capitalizzare, i fondi andranno in primis a sostenere onlus che si occupano di disabilità”. L’Albergo Etico è anche pet friendly. “Accogliamo gli amici a quattro zampe se hanno utilità per i propri padroni e per i nostri clienti. Alcuni sono addestrati persino a occuparsi della lavatrice. Ci sono, ovviamente, i cani che assistono i ciechi, e a loro le nostre porte sono e saranno sempre aperte”.

L’Albergo Etico porta con sé il tema dell’inclusione, cosa che a sua volta porta con sé mille sfaccettature. “Se un Albergo è etico, deve essere anche sostenibile – precisa Pelosi –. Abbiamo ideato un bistrot biologico a km zero. Inoltre, vorremmo creare una community che ruoti intorno a questo luogo e, metaforicamente, a questo mondo. Alcune sale sono a disposizione di startup impegnate su temi sociali. Abbiamo un bar aperto anche la sera a cui possono accedere tutti. Allo steso tempo i nostri spazi vengono utilizzati anche per esposizioni di quadri: al momento stiamo ospitando le belle opere di un ragazzo tetraplegico che può dipingere solo con i piedi. Chi viene qui può ammirare e, se vuole, può anche acquistare. In questo modo, indirettamente, può far bene alla causa. Quello che desidero è poter dare una chance a tutti”.

Ci si domanda come possano essere praticate le discipline che riguardano il comparto turistico ricettivo. “Penso che in luoghi di questo tipo, lavorando con questi ragazzi, vi siano alcuni principi che si esprimono naturalmente e non hanno nemmeno bisogno di training – afferma –. Intanto faremo in modo di trasmettere agli addetti ai lavori il concetto di quanto sia conveniente anche a livello aziendale lavorare con il mondo della disabilità. L’idea di includere ragazzi speciali dà motivazione alla squadra, crea senso di appartenenza all’azienda e fa sentire orgogliosi di far parte del gruppo. Inoltre, il no profit ha una significativa risposta anche nel mondo finanziario, in termini di social responsability delle aziende: oggi infatti nelle valutazioni si dà peso non solo alla sostenibilità, ma anche agli obiettivi sociali”.

La cosa che vince su tutto in questa esperienza sembra proprio il lavoro. “Guardare questi ragazzi lavorare è pazzesco – ci dice Pelosi –. Hanno un entusiasmo indescrivibile, trasmettono gioia. Con loro, il team building davvero non serve!”.   

Barbara Bonura

Su Turismo d’Italia di febbraio sfogliabile online l’articolo e le foto dell’Albergo Etico Roma