La Liguria rialza la testa: dati in aumento

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“Il turismo ligure sta vincendo la sfida della destagionalizzazione”. Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, commenta con queste parole il bilancio autunnale dell’incoming nel suo territorio che, dopo l’anomalia meteo di maggio, ha recuperato gradualmente terreno e ora si avvia a un sostanziale pareggio con il 2018. A un’estate a segno più, infatti, ha fatto seguito un autunno altrettanto positivo, con il mese di ottobre che si è chiuso a +11% sul fronte degli arrivi e a +7,2% per quanto riguarda le presenze. Meglio di tutti ha fatto Genova, che a ottobre ha riportato un incremento di arrivi di 12,9 punti percentuali rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, ma anche Imperia ha concluso il mese a +12,5%, seguita dal +9% di Savona.

Tra luglio 2015 e giugno 2019 gli arrivi turistici in Liguria sono stati 18 milioni e 728mila, mentre le presenze sono state 60 milioni e 543mila. Nei quattro anni precedenti (luglio 2011-giugno 2015) erano stati 15 milioni e 714mila gli arrivi e 54 milioni e 217mila le presenze). “Si tratta di risultati frutto di un impegno costante e della ritrovata vitalità di questa terra – sostiene Toti -, che era stanca di nascondersi e chiudersi al turismo, ma anche, naturalmente, delle campagne di promozione e valorizzazione che hanno portato in giro per il mondo l’immagine della Liguria”.

Intanto la campagna per l’autunno e l’inverno ‘Liguria terra di vino e d’olio’ ha già superato le 600mila visualizzazioni sui social. “I dati dell’incoming sono molto positivi – aggiunge l’assessore regionale al Turismo, Gianni Berrino -, perché confermano la Liguria anche come meta non balneare. Puntare sulle eccellenze del territorio, sull’enogastronomia e sulla bellezza ha pagato“.