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Slow tourism in Campania, un successo internazionale

Pompei

Itinerari lontani dal turismo di massa, alla riscoperta delle tradizioni popolari e delle eccellenze gastronomiche. Cresce lo slow tourism in Campania e a dimostrarlo sono i dati relativi al movimento internazionale. Primo mercato a scegliere soprattutto questo tipo di vacanza è quello tedesco, che a livello nazionale rappresenta quasi il 60% di tutti gli europei che vengono in Italia; segue la componente britannica, per la quale la Campania è seconda solo al Veneto nelle preferenze con uno share del 14% sul totale dei turisti inglesi.

Per l’autunno in corso si prevede un aumento di 5 punti percentuali nelle vendite di proposte legate al turismo culturale con Napoli, Pompei e i vari siti Unesco sul podio delle preferenze. In aumento sono, però, anche le aree interne della regione che, rispetto allo scorso anno, registrano +1,2% di presenze. Quanto agli arrivi internazionali negli aeroporti italiani, poi, Napoli si posiziona al quarto posto con una netta prevalenza dei flussi provenienti dalla Germania.

Positive sono anche le previsioni per il 2020, che indicano un incremento dell’inbound pari al 5% rispetto a quest’anno. Ad annunciarlo è stato Corrado Matera, assessore regionale al Turismo, durante la cerimonia di consegna delle 78 borse di studio che l’Ente Bilaterale Turismo Campania ha messo a disposizione dei figli dei dipendenti di alberghi, pubblici esercizi, agenzie di viaggi e stabilimenti balneari aderenti. “Certi risultati – ha sottolineato – sono frutto di una strategia regionale che ha recepito la nuova frontiera del turismo nazionale e internazionale: i viaggiatori non desiderano itinerari seriali o globalizzati, ma scoprire luoghi nuovi e sapori autentici. Restano ampi margini di miglioramento nell’offerta turistica e la Regione è pronta a recepire le proposte che si inseriscano in un’ottica di sistema”.