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Bocca: “Preoccupati per le imprese dopo Thomas Cook”. Attesa per il voto in Senato

Thomas Cook insegna

“Siamo molto preoccupati per la sorte delle imprese e dei lavoratori italiani travolti dal fallimento di Thomas Cook”. È quanto dichiarato dal presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, in vista del voto sugli emendamenti al decreto legge tutela lavoro e risoluzione crisi aziendali, all’esame del Senato nelle Commissioni X e XI riunite, con provvedimento atteso in Aula il 22 ottobre.

“Quindici giorni fa – ha ricordato Bocca – al tavolo convocato dal Governo, insieme alle altre organizzazioni imprenditoriali abbiamo rappresentato al sottosegretario Bonaccorsi la gravità della situazione, segnalando la necessità di intervenire con urgenza. Ci era stato assicurato che sarebbero stati utilizzati tutti gli strumenti necessari, e oggi, per tutta risposta, la Commissione V del Senato ha espresso parere contrario a tutti gli emendamenti che sono stati presentati dai parlamentari della maggioranza e dell’opposizione. Il parere negativo riguarda anche misure in favore dei lavoratori, che non costerebbero un centesimo alle casse dello Stato, in quanto sono state già pagate con i contributi dei datori di lavoro, e misure dal costo irrisorio, volte a evitare una beffa clamorosa, che le imprese subiranno se saranno costrette a pagare Ires e Iva su crediti che non saranno mai incassati”.

Molti Paesi sono stati colpiti duramente dal crack di Thomas Cook, “ma solo l’Italia sembra disinteressarsene – ha accusato Bocca -. La Spagna ha varato un pacchetto da 800 milioni di euro per sostenere le imprese e i lavoratori, in Portogallo lo stanziamento è di 150 milioni, e anche la Grecia ha adottato misure”.

Il presidente di Federalberghi confida, dunque, in una presa di posizione urgente del Ministro Franceschini “volta a far sì che anche le imprese e i lavoratori italiani ricevano un concreto segnale di attenzione, mentre i nostri competitor dimostrano di avere realmente a cuore le sorti dell’economia turistica”.