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Nucara, Federalberghi: “Booking paghi l’Iva. Le regole vanno rispettate”

Foto M

L’intermediazione di Booking sugli affitti delle abitazioni di privati senza partite Iva potrebbe aver generato, tra il 2013 e il 2019, una evasione dell’imposta sul valore aggiunto pari a 350 milioni di euro.

Federalberghi interviene sulla questione che vede Booking.com indagata per una maxievasione dell’Iva in Italia. Le prime segnalazioni su questo tema sono partite proprio dall’associazione degli albergatori, che già nel 2016, grazie a un lavoro di Luca Libardi, scomparso presidente di Federalberghi Trentino, aveva segnalato la questione e chiesto approfondimenti.

“C’è un parere dell’Agenzia delle Entrate a seguito di un nostro quesito che data ormai 2016 – dice il direttore generale di Federalberghi, Alessandro Nucara, a ttgitalia.com -, dove si dice chiaramente che nel caso in cui la struttura ricettiva venduta attraverso un portale non abbia la partita Iva deve essere il portale a identificarsi in Italia e a emettere fattura con Iva italiana. Le regole ci sono e vanno rispettate da tutti i soggetti, per mettere tutti al riparo da comportamenti di concorrenza sleale”.

Il mercato soffre, perché vede competere nello stesso spazio soggetti che vendono lo stesso servizio ma che sottostanno a regole diverse. “A preoccuparci – aggiunge poi Nucara – è la concorrenza sleale verso l’attività di impresa che, a differenza del privato che non ha partita Iva, paga regolarmente l’imposta”.