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Colline del Prosecco, Patrimonio Unesco. Salgono a 55 i beni italiani iscritti nella lista mondiale

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Le Colline del Prosecco sono diventate Patrimonio Unesco. La proclamazione è avvenuta nel corso della 43esima sessione del World Heritage Committee, svoltasi a Baku, in Azerbaijan.

“È motivo di orgoglio per l’Italia intera – ha dichiarato il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del Turismo, Gian Marco Centinaio -. Abbiamo partecipato attivamente e con forte motivazione al processo di valutazione e alle riunioni tecniche giungendo alla definizione di un dossier autorevole per il ‘Valore Universale Eccezionale’ delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, basato sugli attributi del mosaico agrario del paesaggio. L’iscrizione alla Lista del patrimonio mondiale dell’umanità rappresenta un volano di attrattività per questa zona del Veneto. L’attenzione verso il territorio in cui ha origine uno dei prodotti simbolo del made in Italy di qualità, rafforza la convinzione che si debba proseguire nella promozione dell’enoturismo”.

Il risultato ottenuto dalle Colline del Prosecco arricchisce, inoltre, l’insieme dei siti e beni italiani presenti nella lista Unesco che salgono a 55.

Il progetto per la candidatura era stato avviato nel 2008 per volontà del Consorzio di tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, che raggruppa viticoltori, vinificatori e imbottigliatori, mentre l’iter vero e proprio di candidatura ha avuto inizio nel 2010.

“I produttori del Consorzio – ha affermato Innocente Nardi, presidente del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg – non hanno mai smesso di credere nell’unicità del paesaggio delle nostre colline ricamate dai vigneti, dai pendii impervi nati da un impegno che generazioni di viticoltori hanno speso per forgiare i ‘mosaici’ e i caratteristici ‘ciglioni’, che contraddistinguono il territorio. L’obiettivo della valorizzazione comporta lo sviluppo sostenibile dell’area iscritta, possibile grazie a un piano di gestione studiato in accordo tra istituzioni private e pubbliche. Il primo aspetto da affrontare sarà uno sviluppo controllato del turismo nel territorio, attraverso un approccio sostenibile”.